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Full text of "Lettera enciclica di Sua Santità papa Pio Nono agli arcivescovi, vescovi e primati d'Italia : data da Portici l'8 dicembre 1849. Con osservazioni"

LETTER! IHCIGL1GA 



DI SUA SANT1TA 



PAPA PIO NONO 

AGLI ARCIVESCOVI, VESCOVI 



E PRIM ATI D» ITALIA 



L' 8. DIGEHBRB 1849. 




BOLOGNA 

TIPOGRAFIA GUIDI ALL' ANCORA. 



®#@# 



SALUTE ED APOSTOLIGA BENEDIZIONE 



oi sapete e vedete insieme con Hoi, Venerabili Fra- 
telli con quanta perversita in questi ultimi tempi abbiano 
prevaluto certi perduti neraici di ogni verita , giuslizia ed 
onesla, i quali, sia con fraude e con insidie d' ogni manie- 
ra, sia palesemenle, e come flutti di mar lempestoso , git — 
Ijndo ia feccia delle loro nequizie, si sforzano di spandere 
per tutte parti fra i popoli fedeli d' Italia la Iicenza di pen- 
sare, di parlare e di osare qualunque cose piu empie , e 
tentano di abbattere nella stessa Italia e n se mai fosse pos- 
sible , schiantare dalle fondamenta la Gattolica Religione. 
Apparve intero il piano del loro consiglio diabolico si in 
altri luoghi non pochi, si specialmente neiF alma Gitta, Se- 
de del Nostro Supremo Pontificato , nella quale , dopo co- 
stretti Noi a partirne, piu liberamente , sebbene per poclu 
mesi, furibondarono \ e dove nel tramestare con scellerato 
ardimento le divine ed umane cose a tal punto finalmente 
arrivo il loro furore, che turbata V opera e sprezzata Pau- 
torita dello specchiatissimo clero urbano e dei Prelati che 
ivi per Nostro comando impaviclamente curavano le cose 
sacre . alcuna volta pertino gli stessi rniseri ammalati che 
gia lottavano colla morte , destituiti di tutti i sussidi della 
Religione, erano costretti esalare 1' anima fra le sozze brac- 
cia di qualche procace meretrice. 

Benche poi la stessa citta di Roma e le altre provincie 
del pontificio Dominio, grazie alia misericordia di Dio, per 
le armi delle Nazioni Gattoliche siano poscia state ristituite 
ai Nostro civil reggimento e il tumulto delle guerre sia pa- 
rimenti cessato nelle altre regioni d' Italia } que' perversi ne- 
mici di Dio e degli uomini non desistettero pero e ne ora 
pure desistono dallo spingere avanti la nefanda opera loro, 
se non piu coll'aperta forza, certo pero con altre frodolen- 
ti maniere , e non sempre occulte. Ma la Nostra infermifa, 
che in tanta diffioolta di tempi soslieue la cura suprema di 



4 
tutto il gregge del Signore e che da siffatti particolari pe- 
ricoli della Cluesa d' Italia e forteraente affiitta , non lieve 
consolazione riceve fra le augustie dallo zelo pastorale di 
Yoi, YY. FF. , del quale e moiti documenti non ci erano 
venuti meno in mezzo al turbine della passata tempesta, e 
nuovi e di giorno in giorno piu chiari vengono a Nostra 
notizia. Tuttavia la stessa gravila della cosa Gi sollecita , 
perehe secondo il debito delP tlffizio Apostolico nelle No- 
stre parole ed esortazioni aggiuogiamo piu calcati stimoli 
alle Fraternita Yostre , chiamate a parte della Nostra solle- 
citudine , a combattere costantemente insieme con Noi le 
battaglie del Signore ed a provedere e mettere in opera 
con anion concordi tutti que' mezzi , coi quali , benedicen- 
doli Iddio , e si riparino tutti i danni gia recati per Italia 
alia santissima Reiigione , e si respingano i pericoli che le 
sovrastauo per P avvenire. 

Tra le raolteplici fVodi , delle quali i predetti neraici 
della Chiesa furono soliti usare per alienare dalla Fede Cat- 
tolica gli animi degP Italian!, non si vergognano asserire 
ad ollracotanza e schiamazzare per ogni parte che la Gattolica 
Reiigione e cootraria alia gloria, -alia gra/idezza ed alia pro- 
sperity dell'Italica Grente, e percio essere duopo introdurre 
in suo luogo e stahilire e propagare le dottrine e le con- 
venticole de' protestanti, affinche possa Italia un' altra volta 
acquistare il prestino splendore de' vecchi tempi, cio e, 
de' paganici. Per verita tal trovato e questo loro, nel quale 
non sara facile giudicare che si debba piu detestare, se la 
malizia della matta empieta, o F impudenza della bugiarda 
improbita. 

Imperocche quel bone spirituale , per cui trasportati 
dalla potesta delle tenebre nella luce di Dio e giustificati 
colla grazia, siamo fatti eredi di Gristo nella speranza della 
vita eterna, questo bene delle anirne, che emana dalla san- 
tita della Reiigione Gattolica , cerlamente e di tal pregio 
clie qualunque gloria e prosperita di questo mondo do- 
vrebbe a petto di esso computarsi al tutto per nulla. ?? 
Infatti che giova all' uomo guadaguare P intero mondo , se 
poi ne soffra dan no per P anima sua ? o qual cosa dara 
P uomo in cambio per la sua anima ? (i) ?> Ma tanto e lun- 
gi dal vero che que' danni temporali siano venuti alia Gen- 
te italica dalla professione della vera fede, che anzi alia Re- 
iigione Cattolica cleve riconoscersi debitrice , se , quando 
croliava P Imperio Romano , ella non ruino in quella con- 
dizione , nella quale dopo avere prima signoreggiato molti 
anni, mutatasi poscia la fort una de' tempi, erano precipilati 



5 

i popoli Assiri e Caldei, i Medi e i Persiani, ed i Macedo- 

ni. Imperocclie niuno die abbia senno ignora come fu per 

opera della SS. Religione di Cristo che ¥ Italia , non solo 

fosse sottratta alio tante e si grosse tenehre degli errori , 

dalle quali era oppressa , ma ancora che fra le mine di 

quell 9 antico Impero e le incursioni di barbari clie furia- 

vano per tutta Europa, nondimeno si vedesse innalzata in 

gloria e grandezza sopra le altre nazioni di ttl-tto il naondo, 

imperando piu latamente e piu. soiidamente per la divina 

Religione . che non una tolta per la dominazione terrena, 

e cio merr.e la sacra Cattedra di Pietro per singolare bene- 

ficio di Dio in lei collocata. 

E da quesfo slesso singolare privilegio di possedere 

la Sedia Apostolica e dalPavere messe per cio la Religione 

Cattolica piu ferme radici ne' popoli d' Italia, le vennero 

ben altri benefici e moltissimi ed iosigni. Imperocclie la 

Santissima Religione di Cristo, raaestra della vera sapienza 

vindice dell' umanita e madre feconda di ttitte virtu, svolto 

si gli animi degP Italiani dal bagliore di quella gloria fu- 

nesta, la quale i loro maggiori avevano posta nel perpetuo 

turnulto delle guerre , nell' oppressione degli stranieri e nel 

ridurre a durissima schiavitu, secondo il diritto allora vigen- 

te di guerra, il piu gran nurnero d.' uomini che potessero - 

ma tutt'insieme eccito gli stessi Italiani illustrati dalla luce 

della Cattolica verita ad amare fortemente la giustizia e la 

misericordia e ad emulare pero le opere piu preclare di pie- 

ta verso Dio e di beneficenza verso gli uomini. Quindi e 

che si ammirano nelle principali citta d' Italia e sacri templi 

ed altri monumenti di tempi cristiaui , edificati non colle 

fatiche sanguinose d 1 uomini gementi nella schiavitu, ma per 

fervore libero di una vivificanle carita, e pii Istituti d' ogni 

maniera consecrati sia agli esercizi della Religione*, sia al- 

P educazione della giovenlu e al coltivar saviarnente le let- 

• • • 

tere , le arti , le scienze , sia a sollevare le malattie e 

le necessila dei miseri. Quesla divina Religione adun- 

que, nella quale per tanti titoli sta la salute, la felicita e 

la gloria d' Italia, questa appunto e quella la quale gridano 

doversi rigeltare dai popoli delP Italia ? Non possiamo in- 

frenare le lagrime , YV. FF. , quando vediamo che si tro* 

vano ora alcuni Italiani, cosi malvagi , cosi miseramente il- 

lusi , che , plaudendo alle depravate dottrine degli uomini 

empi, non paventano di cospirare con essi a tanta ruina 

d' Italia. 

Ma del reslo a Yoi non e ignoto , YV. FF., che i 

principali architetti di questa scelleiatissima macchinazione 



8 ... 

questo finale scopo hanno in \ista , spingere 1 popob sbat- 

tutti da ogni vento delle perverse dottrine al sovvertimen- 
to di tuito quanto P ordine delle umane cose e traboccarli 
nei sistemi nefandi del nuovo Socialismo e del Comumsmo* 
Ora ben sanno costoro e troppo il veggon piovato per la 
lunga esperienza di molti secoli , che niun assenso si puo 
da essi sperare per parte della Cbiesa Cattolica, siccome 
quella cbe nel cuslodire il deposito della divina Piivelazio- 
ne non soffre mai cbe nulla si tolga alle stabilite verita 
della fede , nulia loro si mescoli per nuove invenzioni 
d' uomini. Per cio vennero in quel consiglio di tirare i 
popoli Ilalici alle dottrine ed alle conventicole de' prote- 
stanti , nelle quali , vanno essi dicendo a fin di sedurli , 
won T' ba altra cosa cbe una forma diversa della medesima 
vera Cristiana Religione , nella quale , egualmente come 
nella Cbiesa Cattolica , si puo piacere a Dio. Frattanto 
troppo ben sanno, cbe sovra tutto alPempia lor causa mas- 
simamente giovera quel principio , cbe nelle opinioni de' 
protestanti e supremo, cioe doversi le Sacre Scritture in- 
teudere secondo il private giudizio di ciascheduno. Di cbe 
sperano cbe sara loro fatto piu facile , prima , 1 ' abusare 
delle stesse Sacre Lettere malamente interpretate a diffon- 
dere quasi a norae di Dio i loro errori , poscia , gonfi gia 
gli uomini da quella superbissima licenza di giudicare le 
cose divine , sospingerli a rivocar in dubbio fino gli stessi 
comuni principj del giusto e dell' onesto. 

Ma , oh ! non sia , YY. FF. , cbe Italia, dalla quale b 
per essere costiluita in Roma la Sede delP Apostolico 
Magistero , sono solite le altre uazioni attingere le acque 
incorrotte della salutare dottrina, divenga ad esse per Pav- 
venire sasso di offesa e pietra di scandalo \ non sia cbe 
questa parte diletta della vigna del Signore si abbandoni a 
clevastarla a tutte le bestie del campo \ non sia cbe i Po- 
poli Italici , tralti di senno dalla bevanda avvelenata del 
calice di Babilonia , brandiscano armi parricide contra la 
Cbiesa lor Madre ! Quanto e a Noi , come pure a Yoi , riser- 
vati per occulto giudizio di Dio a questi tempi di taiito 
pericolo , dobbiamo onninamenle guardarci clal temere le 
frodi e gli assalti degli uomini cbe cospirano contra la Fe- 
de d' Italia , quasicbe fossero dovuti superare colle nostre 
forze \ mentre nostro consiglio e fortezza e Cristo , senza 
il quale nulla possiamo , ma pel quale possiamo ogni cosa. 
(2). Su , dunque , YY. FF. , vigilate piu sollecitamante sul 
gregge a voi affidalo , e sforzatevi a proteggerlo dalle in- 
sidie e dagli assalti dei lupi rapaci. Comuuicatevi a vicen- 



7 

da i consigli , proseguite , come gia cominciaste , a tenere 
adunanze fra Voi , affinche riconosciuti colla comune inve- 
stigazione i priocipj dei mali e le ibnti principali dei pe- 
ricolic secondo la diversita de ' luoghi , sotto 1 ' autorita e 
la condotla di questa Santa Sede , possiate loro apparec- 
chiare i piu pronti rimed] , e perclie cosi insieme con Noi 
con animi concordissimi e con tutla la robustezza dello ze- 
lo pastorale volgiate , ajutandovi Iddio , tutte le vostre sol- 
lecitudioi e le fatiche , a far si the tutti gli assalti , le ar- 
ti , le insidie , i tentative dei nemici della Ghiesa cadano 

a VUOtO. 

Ma perclie cadano a vuoto , usar dovete ogni diligen- 
za affinche il popolo , poco instruito della dottrina cri- 
stiana e della legge del Signore , e dalla lunga licenza de' 
Tizi die in molti menan ruina, istupidito, non possa poi , 
se non con estrema pena , intravedere le insidie apparec- 
chialegli e la perversita degli error! che gli sono proposti. 
Adunque dalla vostra pastorale sollecitudine chiediamo fervi- 
damente, YV. FF. , che mai non intermediate di adope- 
raryi con ogni sforzo affinche i fedeli a Yoi commessi , 
siano , secondo V inlelligenza di ciascheduno , diligentemen- 
ie ammaestrati nei dogmi e precetti santissimi della nostra 
Beligione , ed insieme ammoniti ed eecitati in tutti i modi 
a comporre giusta la norma di qnelli la vita e i costumi. 
Infiammate.a quel fine lo zelo degli uomini Ecclesiastici , 
di quelli principalmente , ai quali e commessa la cura del- 
le anime < acciocehe seriamente meditaodo il ministero che 
ricevettero nel Signore ed avendo davanli agli occhi le 
prescrizioni del Concilio Tridenlino (3), con aiacrita sem- 
pre maggiore , siccome richiede la ragione de' tempi , at- 
tendano all' istruzione della plebe cristiana , e si stuclino 
d* inserire ue' cuori di tutti le sacre panel* e gli avvisi di 
salute , annunciando agli stessi con brevita e facilita di 
sernione quali vizi couvenga loro fuggire , quali virtu pra- 
ticare , perche possa no evitare la pena eterna e conseguire 
la gloria celeste. 

Specialmenle poi convien procurare che gli stessi fe- 
deli abbiano altamente impresso e iitto nell* ammo quel 
dogma della nostra santissima Religione , che e necessaria 
la Fede cattolica per ottener la salute (^). A questo fine 
giovera souimaoieaie , che nelle publiche orazioni i fede- 
li laici insieme col Clero di tempo in tempo rendano par- 
lieolari grazie a Dio per 1' inestimabile beneficio della Re- 
llgione Cattolica che ad essi tutti con somma clemenza 
dono , e che clallo stesso Padre delle misericordie chiedano 



3 

supplichevolmente die si degni proteggere e conservare 
immacolata nelle nostre contrade la professione della mede- 
sinia Religione. 

Fratlanto Voi avrete certamente una cura particolare 
che tutti i fedeli per tempo ricevano dalle Vostre Frater- 
nita il Sacramento della Gonfermazione , col quale per som- 
mo benefizio di Dlo si conferisce la forza di una grazia 
speciale per confessare costantemente la fede cattolica ne' 
pericoli anche piu. gravi. Ne ai certo ignorate come giovi 
al medesimo fine die gli stessi , mondati prima dalle soz- 
zure de' peccati per la loro sincera detestazione e pel Sa- 
cramento della Penitenza, ricevano molto spesso e devota- 
mente il santissimo Sacramento della Eucaristia , nel quale 
e manifesto trovarsi il cibo spirituale delle anime , 1' anti- 
doto col quale liberarci dalle colpe qnotidiane e preservar- 
ei dai peccati mortali , e il simbolo di quel corpo uno , di 
cui Gristo e capo ed a cui voile che noi , come membra , 
fossimo stretti colla connessione piu intima della fede, deU 
la speranza e della carita , aflinclie tutti avessimo uno stes- 
so linguaggio , e non fossero scismi fra noi (5). 

Per verita non dubitiamo die i Parrochi e i loro coa- 
diutori e gli aftri Sacerdoti , i quali in certi giorni special- 
mente nel tempo dei Digiuni , si costumo destinare al 
rainistero della predicazione , in queste cose tutte con pre- 
mura Ti presteranno ajuto. Ma all' opera loro conviene ag- 
giugnere di quando in quando gli straordinari sussidj de- 
gli Spiriluali Esercizj e delle Sacre Missioni , le quali, 
ove sieno affidati ad operai idonei , e certo die , benedi- 
cendo loro il Signore , tornano molto utili , si a nodrire 
la pieta dei buoni , si ad eccitare a salutar penitenza i pec- 
catori e gli uomini anche i piu depravati pel lungo abito 
de' vizi, ed a fart che il popolo fedele cresca nella scienza 
di Dio , e dia fruiti in ogni opera buona , e raunito da 
piu ubertosi ajuti della grazia celeste , con piu costan- 
za abborrisca dalle perverse dottrine dei nemici della Chiesa. 

Del reslo in queste cose tutte le cure Vostre e dei 
Sacerdoti Vostri ajutatori mireranno tra le altre cose a far 
concepire ai fedeli il piu grande orrore per que delitti , i 
quali si commettono con iscandalo degli altri. Imperciocche 
ben sapete , quanto in diversi luoghi sia cresciulo il nu- 
mero di coloro , quali od osano bestemmiare palesemente i 
Santi del Cielo e perfino lo stesso Sacrosanto Nome di 
Dio, o sono conosciuti vivere in concubinato , qualche 
volta congiunto fin coll' incesto , o ne' giorni festivi si dan- 
no alle opere servili anche tenendo aperte le officine , o 





disprezzano i precetti della Cliiesa intorno i digiuni e la 
ditfereuza dei cibi anche in presenza di niolti , o non ar- 
rossiscono di commettere alio stesso modo altri diversi de- 
litti. Rieordi adunque , per le vostre istanze , il popolo ie- 
dele e seriamente consideri l 1 enorme gravezza di cotesti 
peccati e le pene severissime , dalle quali i loro autori do- 
vranno esser percossi , tanto pel reato proprio a qualun- 
que delitto , quanto pel pericolo spiriluale, nel quale col 
contagio del loro cattivo esempio indussero i propri fratel- 

li. Guai al mondo a cagione degli scandali Guai a 

quell' uomo pel quale viene lo scandalo (6) ! 

Tra i diversi generi d' insidie, colle quali i furbissimi 
nemici della Cliiesa e dell' umaoa Societa si sforzaoo se- 
durre i popoli , uno de' principali e certamente quello che, 
preparato gia da gran tempo pei loro uefandi consigli , 
trovarono nell'uso depravato della nuova arte libraria. Per- 
tanto questo a tutt' uomo procaeciano , non intermettere 
mai di spargere nel volgo e di moltiplicare ogni giorno 
empi libricciattoli e Giornali e Fogli \olauti pieni di men- 
zogne, di calunnie e di seduzione. Anzi servitisi eziando del 
presidio delle Societa Bibliche, le quali gia da gran tempo 
da questa Santa Sede furono condannate (y), non vergo- 
gnano diffondere anche le Sacre Bibbie , tradotte in lin- 
gua volgare contra le regole della Chiesa (8), e percio 
corrotte e con nefando ardimento contorte a senso cattivo, 
e sotlo pretesto di religione racomandare alia plebe fedele 
la loro lettura. Di qui, per la vostra sapienza, ottimamen- 
te inlendete, YY. FF., con quanta vigilanza e sollecitudi- 
ne Yoi dobbiate affaticarvi a cio che le pecorelle fedeli 
attutto abborrano dalla pestifera loro lettura 5 e perche si 
ricordino che , in quanto alle divine Lettere segnataraente, 
niuno degli uomini puo arrogarsi ne presumere di con- 
torcerle^ appoggiatosi alia sua prudenza , ai privati suoi 
seusi contra quel senso che tenne e tiene la S. Madre 
Chiesa} la sola in vero a cui da Crislo Signore fa com- 
messo custodire il deposito della Fede e giudicare del ve- 
ro senso e della interpretazione dei divini Eloquii (9). 

A comprimere poi quello stesso conlagio dei caltivi 
libri sara cosa utilissima , YY. FF. , che quanti Perso- 
naggi sono appresso Yoi di insigne e sana dottrina met- 
tano in luce altri scritti egualmente di piccola mole, ma 
da Yoi prima approvati , a edificazione della Fede ed a 
salutare istruzione del popolo. E quindi sara Yostra cura 
che , secondo suggerira la ragione de' luoghi e delle per- 
sone , siano diffusi fra i fedeli que' medesiini scritti , come 



10 
pure altri libri di dottrina parimenti incorrotta e di pro- 
vata utilita composti da altri. 

Tutti quelii poi, i quali insieme con Yoi si affaticano 
a difesa della Fede, questo speciahnente avranno in mira, 
insinuare , mantenere , ed altamente scolpire negli ariimi 
de' vostri fedeli quella pieta, quella venerazione ed osser- 
vanza verso questa Suprema Sede di Pietro , le quali in 
Yoi, YV. FF. tanto eccellentemente risplendono. Si, ricor- 
dino i popoli fedeli che vive qui e presiede nei suoi Sue- 
cessori Pietro Principe degli Apostoli (10), la dignita del 
quale non vien meno nel suo erede anche indegno (n). 
Ricordino che Cristo Signore in questa Gattedra di Pietro 
pose P inespugaabile fondaraento della sua Chiesa (12); e 
diede alio stesso Pietro le chiavi del regno de' Gieli (i3), 
e percio prego che non mancasse niai la fede di lui e 
commise al medesimo di confermare in quella i fratelli (i4) : > 
sicche per cio il Successore di Pietro, il Romano Pontefi- 
ce, tiene nell Orbe universo il Primato, ed e vero Yicario 
di Cristo e capo di tutta la Chiesa e Padre e Dottore di 
tutti i Cristiani (i5). 

Nel quale mantenimento della coraunione e della ob- 
bedienza clei popoii verso il Romano Pontefice si ha al tut- 
to una via breve e corapendiosa da conservarli nella pro- 
fessione della verita Cattoiica. Imperciocche non puo farsi 
che uorno ribelli mai in alcuna parte della Fede Cattoiica, 
se ad un tempo non rigetti Pautorita della Chiesa Roma- 
11a, nella quale, fondato dal Divin Redentore, sta Pirrefor- 
mabile Magistero della Fede medesima , e nella quale per 
conseguenza fu sempre conservata quella tradizione che vien 
dagli Apostoli. Quindi questa fu sempre cosa comune non 
solo agli antichi , ma anche ai piu recenti Protestanti, dei 
quali per altro nel resto delle loro sentenze tanta e la di- 
scordia, impuguare P autorita della Sede apostolica, la quale 
in niun tempo mai e con nessun artificio o tentativo po- 
terono indurre a tollerare neppur uno dei loro errori. Per- 
cio anche gli odierni nemici di Dio e delP umana Societa 
nulla lasciano d' intentato, onde strappare i popoli Italici 
dalP ossequio Nostro e della medesima Santa Sede ; per- 
suasi per certo che allora nnalmente potra loro venir fatto 
di contaminare la stessa Italia colP empieta della loro dot- 
trina e colla peste de' nuovi sistemi. 

E, per quanto concerne a questa malvagia dottrina e si- 
stemi, a tutti e omai noto che essi a cio niirano principalissi- 
mamente, ad insinuare nel volgo i perniciosi delirj del Co- 
munismo e del Socialismo , abusando le parole di liber ta e 



11 

di eguaglianza* E poi cosa evidente che gli stessi maestri , 
vuoi del Comunismo , vuoi del Socidlismo , sebbene lavorino 
per diversa via e con diverso metodo , tutti pero alia fine 
lianno commie inteiidimeuto, esagilare in con tin ui coinmo- 
vimenti ed avvezzare a poco a poco a piu gravi scellera- 
tezze gli operaj e altri uomini, massime quelli di stato in- 
feriore, sedotti dalle ioro fallacie e illasi dalla promessa di 
condizione piu fausta ; affincbe poscia possano valersi del- 
1' opera loro a combattere il reggimento di ogni superiore 
Autorita, ad espilare, a rapinare ed invadere le propriela , 
prima della Chiesa, e poi di tuiti quanti gli altri, a violar 
finalmente tutti i diritti divini ed umani, a distruzione del 
culto divino ed a sovveriimento di tutto 1' online delle So- 
cieta civili. E in tanto pericolo dell 5 Italia egli e Vostro do- 
vere, \V. FF., intendere con tutto il nerbo della pastorale 
sollecitudine affincbe il popolo fedele conosca come cosi- 
fatte perverse dottrine e sistemi, se da esse si lasci ingan- 
nare, torneranno a sua rovina, eterna parimente e temporale. 

Pertanto i fedeli affidati alia Vostra cura siano ammo- 
ni ti die al tutto e essenziale alia natura stessa delT umana 
societa clie tutti debbano obbedienza ali 5 autorila legittima 
in essa costituita , e nulla potersi mutare ne' precetti del 
Signore clie nelle sacre lettere sono su tal punlo annun- 
ciati. Impercioeche sta scritto ; » Siate soggetti ad ogni 
55 umana creatura , per riguardo a Dio, tanto al re, come 
55 sopra di tutti , quanto ai presidi come spediti cla lui per 
55 far vendetta de' malfattori e per onorare i buoni :, per- 
55 che tale e la volonta di Dio che ben facendo chiudiate 
55 la bocca alia ignoranza degli uomini stolti : come liberi 
55 e non quasi tenendo la liberfa per veiarae della malizia , 
55 ma come servi di Dio (16). 55 E di nuovo: 55 Ogni ani- 
55 ma sia soggetta alle potesta superiori : per<:he non e po- 
55 testa se non da Dio : e quelle cbe sono , son da Dio or- 
55 dinate. Per tanto cbi resiste alia potesta resiste al coman- 
5? damento di Dio E que' cbe resistono, essi stessi si cora- 
55 perano la dannazione (17). 55 

Sappiano inoltre essere parimenli proprio della condi- 
zione naturale e pero immutabile delle cose umane cbe an- 
cbe fra coloro i auali non sono costituiti in superiore au- 
torita, tuttavia gli uni prevalgano agli altri , sia per le di- 
verse doti dell' anima e del corpo , sia per le riccbezze ed 
altri beni esteriori di questa fatta : ne per alcun preteslo 
di liberla e di eguaglianza potersi mai fare cbe divenga le- 
cito invadere i beni od i diritti altrui , o violarii in qualun- 
que altro modo. Ancbe in questo geneie ci sono nelle Sa- 



ere Letters ehiarissimi divini precetti, e spessO qua e cola 
inculcati, coi quali ci si proibisce non solo V occupazione 
delle cose altrui, ma finanehe lo stesso desiderio di quelle (18). 
Ma i poveri e qualunque altri miseri uomini ricordi- 
no inoltre quanto essi debbano alia Religione Cattolica, 
nella quale vive intemerata e pubblicamente si predica la 
dottrina di Cristo', il quale ha dichiarato di riguardare co- 
me fat'ti a se stesso i benefici effusi ai poveri ed ai mise- 
rabili (19) e che a tutti ha voluto prenunziare quel rendi- 
mento particolare di conti che chiedera nel giorno del Giu- 
dizio intorno alle medesime opere della misericordia , sia 
per largire i premi della vita eterna ai fedeli che ad esse 
avranno atteso, sia per castigare colla pena del fuoco eter- 
no qoelli che le avranno trascurate (20). 

Per la quale intimazione di Cristo Signore e per altri 
severissimi avvisi di Lui circa Y uso delle ricchezze ed i 
loro pericoli (21), nella Ghiesa Caltolica custoditi inviola- 
tamente, al tutto e risultato che i poveri ed i miserabili si 
trovino presso le genti Cattoliche in condizione molto piu 
mite che presso tutte le altre. E quanti nelle nostre con- 
trade riceverebbono anzi sussidii troppo piu copiosi, se piu 
Istituti, che a sollievo degli stessi erano stati fondati dalla 
pieta dei maggiori, nelle ripetute comraozioni delle pubbli- 
che cose non fossero stati di recente distrutti o derubati. 
Del resto, rammentino i nostri poveri, che, insegna Cristo 
medesimo , non avervi ragione perche debbano essere tristi 
della loro condizione: poiche, a dir vero , nella stessa po- 
verta e loro preparata una via piu facile ad ottener la salu- 
te, purche pero sostengano la loro indigenza pazientemente, 
e siano poveri non soltanto di fatto , si ancora di spirito. 
Perciocche dice : w Beati i poveri di spirito, poiche di essi 
e il regno de' Cieli (22). » 

II popolo fedele tutto quanto sappia altresi che gli an- 
tichi re delle genti pagane e gli altri presidi delle loro re- 
pubbliche molto piu gravemente e piu spesso abusarono del 
loro potere : e quindi conosca che si deve contare fra i 
benefizi della nostra santissima Religione , se i principi 
de' tempi cristiani , paventando P avviso della Religione, il 
giudlzio dut issimo^ che sard fatto a coloro che presiedono , 
e il sempiterno supplizio destinalo ai peccatori, nel quale 
i potenti potentemente patiranno tormenti (23), usano riguar- 
do ai popoli soggetti di un reggimento piu giusto e piu 
clemente. 

Finalmente i fedeli, confidati alle Vostre cure e alle 
Nostre, conoscano che la vera e perfetta liberta ed ugua- 



15 

^lianza degli uomini e posta sotto la custodia dclla Legga 
Oristiana} poiche , a dir vero , Dio Onnipotente , che ha 
fatto il piccolo ed il grande e clie egualmente ha cura di 
lutti (2^) , non risparmierd la persona di chicchessia , ne 
temera la grandezza di alcuno (2 5), ed ha stabilito un gior- 
no in cui giudicheia V Vniverso nella equita (26), In 
Gesu Cristo suo Unigenito , il quale e per venire nella glo* 
ria del Padre suo cogli Angeli suoi, e rendera allora a cia- 
scuno sccondo le di lid opet'e (27). 

Che se i fedeli medesimi, disprezzando i paterni avvisi 
dei loro Fastori e i comandamenti sopra commemorati del- 
la Legge Cristiana, si lascino aggirare dai sopraddetti pro- 
motori delle odierne macchinazioni e vogliano cospirare con 
loro nei perversi sistemi del Socialismo e del Comunismo 5 
sappiaoo essi e considerino seriaraente che contra se stessi 
tesoreggiano presso il Divin Giudice tesori di vendetta pel 
giorno delP ira : e che frattanto da quella cospirazione nulla 
di utilita temporale proverra pel popolo, ma piuttosto nuo- 
vi accrescimenti di miserie e calamita. Imperocche non e 
dato agli uomini stabilire nuove societa e comunanze con- 
trarie alia naturale condizione delle cose umane \ e percio 
il risultamento di cotali cospirazioni , se si dilatassero per 
Italia, non potrebbe essere altro, se non questo, che schian- 
tato o rovesciato da cima a fondo per le mutue aggressio- 
ni, usurpazioni e stragi di cittadini contro cittadini, lo sta- 
to odierno delle pubbliche cose, alcuni pochi in fine, arric- 
chiti delle spoglie dei molti, afferrerebbero nella comune rui- 
na la suprema dominazione. 

Ora, a rimuovere il popolo fedele dalle insidie degli 
empi , a custodirlo nella professione della Religione Catto- 
lica, e ad eccitarlo alle opere della vera virtu , gran forza , 
come ben sapete , e nella vita e nell' esempio di quelli che 
si consacrarono ai divini ministeri. Ma , oh dolore ! non 
mancarono per Italia alcuni uomini ecclesiastici, pochi, e 
vero, i quali disertati presso i nemici della Chiesa, non fu- 
rono loro di poco aiulo ad ingannare i fedeli. Ma la loro 
caduta , per Voi , YV. FF. , fu certamente nuovo stimolo 
a vegliare sulla disciplina del Clero con zelo ogni giorno 
piu forte. E qui desiderando proveclere , come dobbiamo , 
an che pel tempo futuro, non possiarao traltenere dal rac- 
comandarvi di nuovo cosa che inculcammo nella Nostra pri- 
ma Lettera Enciclica ai Vescovi di tutto V Orbe (28), ed 
e che non cosi tosto imponiate le mani ad alcuni (2.9), 
ma mettiate nella scelta della milizia ecclesiastica una dili- 
genza sempre maggiore. Principalmente intorno a quelli 3 



14 

che desiderano venire iniziati agli Ordini Sacri , fa duopo 
ricercare e lungamente e molto investigare , se essi si rao- 
comandino per tale dottrina e gravita di coslumi e per ta- 
le zelo del culto divino che rifulga certa speranza die a 
guisa di lucerne ardenti nella Casa del Signore potranno 
colla loro maniera di vivere e coll' opera tornare al Yostro 
gregge di edifkazione e di spirituals utilita. 

Ma poiche ingente splendore ed utilita ernana nella 
Gliiesa di Dio dai monasteri rettamente amministrati, ed 
anche il Glero regolare vi presta opera ed aiuto nel pro- 
curare la salute delle anime , a Yoi stessi commettiamo , 
Yenerabili Fratelli, prima, di accertare a nostro nome le 
religiose famiglie di ciascuna Diocesi die , gemendo Noi 
sulle particolari sciagure che molti di loro han patito nel 
recente calamitoso tempo, Gi fu frattanto di non lieve con- 
solazione la pazienza d'animo e la costanza nello studio del- 
la virtu e della religione , per le quali moltissimi fra gli 
uomini religiosi si diedero ad esempio } sebbene non man- 
carono alcuni, i quali dimentichi della loro professione , a 
grande scandalo dei buoni e con dolore Nostro e dei loro 
fratelli, turpissimamente prevaricarono : poi, di esortare a 
Nostro nome i presidi delle famiglie medesime e, dove sara 
duopo, i superior! moderator! di essa » affinclie , secondo il 
debito del loro uffizio , non perdonino a veruna cura ed 
industria , perche la disciplina regolare, dove si conserva, 
ogni giorno piu s' afforzi e norisca } ove poi abbia patito 
alcun detrimento , del tutto riviva e si ristori. I presidi 
medesimi ammoniscano, istantemente riprendano, sgridino i 
religiosi aluoni di quelle, acciocche seriamente considerando 
con quali voti si strinsero a Dio, si studino di soddisfarli 
diligentemente e custodiscano inviolatamente le regole del 
loro istituto, e presentando nel loro corpo la mortificazione 
di Gesu si astengano da tutte quelle cose che sono con- 
trarie alia propria vocazione ed insistano in opere , le quali 
manifestino P amore cli Dio e del prossimo e lo studio del- 
la perfetta virtu. Si guml'mo priiKipalinenL^ i supradetti 
moderatori degli Ordini <li non aprire ftditD nc religiosi 
Istituti ad alcuno, se non n qm-'li d/quili tbbiaiW prijna 
esaminato accuratissimamente la vita . J e I 7 in- 

dole^ che compito a dov&pa il liroctDlQ . abbiaDO dati tali 
segni di vera vocazione clie si KM&a nicri: • udicare 

die essi non per altra OBUSQ nlibrncciuiio la VllQ n -ligiosa , 
se non per vivere uni<\*mcntt! n Di) t pOT pfttel procura- 
re secondo la natura di 'i'.n!... k .;tlute loro e 

degli altri. Sovra quest*.* coso poi ci rests dclibcfttO e fisso 



16 

iielP animo die si osservino tutte quelle norme , le quali a 

beue delle iamiglie religiose furono stabilite e presenile 

nei decreti messi in luce il giorno 25 Gennaio dell' anno 

passalo dalla Nostra Congregazione sopra lo Slato dei Ile- 

golari e sanciti dalla Nostra Apostolica Autorita. 

Richiamato , dopo quests cose il discorso alia scelta 

del Clero Seculare , vogliamo primamente raccomandata al- 

le Yostre Fraternita 1* istruzione e f educazione de' Clierici 

roinori :, poiche per ferrno ministri idonei della Chiesa a 

pena si possono avere altrimenti che da quelli i quali fino 

dall 1 adolescenza e dalla stessa prima eta siano stati religio- 

samente informati ai medesimi sacri officii. Continuale a- 

dunque , VV. FF. , a consecrare tutla F industria ed opera 

vostra , afiinche i novizi della sacra milizia fino dai teneri 

anni . per quanto potra farsi , siano ricevuti nei seminari 

ecclesiastici , e ivi , siccon>e novelle piante , crescenti al- 

1' intorno del Tabernacolo del Sigfnore , siano informati ad 
... ... & \ 

innocenza di vita , a rehgioue , a modestia , a spinto ec- 

clesiastico , e ad un tempo apprenclano le lettere e le 

scienze minori e maggiori , principalmente le sacre , da 

maestri sceltissimi , i quali al tulto seguano una dottrina 

aliena da ogni pericolo di qualunque errore. 

Ma poiche non Vi riuscira facilmente di compiere nei 
seminari 1'ammaestramonto di tutti i cbierici , e non e dub- 
bio che alia Yostra pastorale sollecitudirie appartengano 
eziandio gli altri giovinetti dell' ordine dei laici , vigilate 
inoltre , Yenerabili Fratelli , a tutte le altre scuole pubbli- 
clie e private, e, quanto e in Yoi , adoperalevi con ogni 
ingegno ed industria a far si che tutla la ragione degli 
studi in esse si compia a norma della dottrina cattolica e 
che la gioventu che vi accorre , da maestri idonei e per 
probila e religione specchiati informata alia vera virtu ed 
aile buone arti e discipline, sia munita degli opportuni pre- 
sidii, mediantei quali conosca le insidie a lei tese dagli em- 
pi ed eviti i loro perniciosi errori , e possa cosi essere di 
ornamento e di utilita a se stessa ed alia cristiana e civile 
repubblica. 

In tal genere poi vi ripiglierete autorita principale e 
pienamente libera sui professori delle Sacre Discipline , v 
in tutte le altre cose che spettano alia Religione o la Religion 
ne toccano prossimamente. Invigilate perche in tutta la 
cerchia delle scuole , ma sovra tutto poi nelle materie che 
spettano alia religione , si adoperino libri immuni dal so- 
spetto di ogni errore. Ammonite i curatori delle anime , 
perche nelle cose che risguardano ie scuole dei fanciulli e 



to 

<iei giovani di prima eta vi sia no premurosi aiutatori > a£- 
iinche a quelle si diano maestri e maestre di provatissima 
onesta , e nell' insegnare ai fanciulli ed alle fanciulle i m- 
dimenti delta F'ede Cristiana si adoperino libri approvati 
da questa Santa Sede. Rella qual cosa non possiamo dubi- 
tare die i Parochi stessi non siano loro d' esempio e, per 
le vostre premurose istanze, ogni giorno piu attendano con 
solleciludine ad istruire i fanciulli nei primordi della Dot- 
trina Cristiana , e rammentino che tale istruzione appartie- 
ne onninamente alle piu gravi parti del loro officio (3o). 
Si dovranno poi avvisare i medesimi clie nelle loro lslru- 
zioni sia ai fanciulli , sia agli altri del popolo, non ommet- 
tano di aver sotto gli ocelli il Gatechismo Romano , che , 
messo in luce per decreto del Concilio Tridentino e per 
comando di S. Pio V. Kostro Predecessore d' immortale 
memorial altri Sommi Pontefici in seguito, e nominatamen- 
te Clemente XIII. di felice ricordauza , vollero di nuovo 
raccouiandato a tutti i Pastori delle anime , siccome sussi- 
dio opportunissimo a rimuovere le frodi delle perverse^ opinio- 
ni ed a propagare e stabilire la vera e sana dottrina (or). 
Gertamente non vi meraviglicrete , VV. FF., se di 
auesto argomento abbiaino scritto con istile alquanto dinu- 

1 P 1 1 XT A I 

so. Imperocche non isfugge certo alia Vostra pruuenza cue 
in questo tempo pericoloso da Yoi e da Noi stessi con ogni 
industria ed opera e con grande fermezza d' auimo si deve 
insistere e invigilate in quelle cose tutte che toccano le 
scuole e V istruzione ed educazione dei fanciulli e dei gio- 
Tani delPuno e dell' altro sesso. Imperciocche conoscete che 
gli odierni nemici della Religione e dell'umana societa, con 
ispirito al tutto diaboiico , a cio voltano tutte le arti loro , 
a pervertire dalla stessa prima eta le menti ed i cuori gio- 
•vauili. Per cio ancora nulla lasciano di intentato, nulla al 
iutlo di non osato , per sottrarre in ogni parte all' autorita 
della Ghiesa e dalla vigilanza dei Sacri Pastori le scuole e 
di ogni fatta istituti destiuati all' educazione della gioventu. 
Giusta queste cose siamo sostenuti dalla ferma speran- 
za che i nostii Garissimi Figli in Gristo tutti i Prmcipi 
d' Italia col loro potente patrocinio assisteranno le Yostre 
Fraternila, acciocche in tutte le sopraddette cose possiate 
piu largamente soddisfare al Yostro dovere*, ne dubiti^mo 
che essi medesimi non vogliano proteggere la Chiesa e tut- 
ti i diritti di lei *, tanto spirituali , quanto temporali. Cio 
per fermo conviene alia Religione ed all' avita pieta $ del- 
la quale ad esempio si mostrano animati. Anche alia loro 
sapienza non si cela, che i principj di tutti i mali, dai qua- 



I* 

Vi siam tanto afililti , si devono ripetere dai danni ? che al- 
ia Pieligione ed alia Ghiesa Cattolica furono recati gia da 
gran tempo , principalrnente poi dalla eta dci Protestauti. 
Si, essi bene scorgono die dall' essere stata troppo sovente 
depressa 1' autorita dei Sacri Prelali e dal crescere di gior- 
no in giorno la conlumacia di molti nel violare impune- 
niente 1 precetti divini ed ecclesiaslici , ne derivo die si 
diminuisse parirnenti 1' ossequio del popolo verso la civil 
Potesta e die quindi agli odierni nemici della pubblica 
tranquillila fosse aperta una via piu agevole a coninmovere 
sedizioni contra il principe. Bene scorgono ancora che dal- 
V essersi non rare volte occupati , rapinati e pubblicamente 
venchiti : beni temporali per legittitno diritto di proprieta 
appartenenti alia Chiesa , ne avvenne che , scemata , nei po- 
poli la riverenza verso proprieta consecrate per una reli- 
giosa destmazione , molti quindi prestassero piu faeili oreo- 
chie agli audacissimi propugnatori del nuovo Socialzsmo e 
Comunismo^ i quali fantasticano die parirnenti le altre pro- 
priety degli altri si possono occupare e dividere „ o in altro 
modo qualunque convertire ad uso di tutti. Di piu bene 
scorgono die a poco a poco ricadclero sulla civil Potesta 
quegli impedimenti , i quali gia da gran tempo con molte- 
plice frode si erano congegnati per inceppare i Pastori del- 
la Cliiesa si die non potessero usare liberamente della loro 
Sacra Autorita. Bene scorgono finalmente che alle calamita, 
dalle quali siamo oppressi , niun altro rimedio si pud tro- 
vare piu pronto e di maggiore virtu , quanto il far rinorire in 
Italia lo splendore della Religione e della Chiesa Cattolica , 
nella quale non e dubbio die stanno pronti i presidii piu 
opportuni alle diverse condizioni e necessita degli uomini. 

Impereiocche (usiamo delle parole di s. Agostino) 55 la 
95 Chiesa Cattolica abbraccia non solo T amor di Dio , ma 
55 an die la dilezione e la carita del prossimo , die presso 
•» lei vigoreggia ogni medicina per tutti i morbi , de' quali 
5? per loro peccati ammalano ie anime. Ella infantilmente i 
w fanciulli, fortemente i giovani, i vecchi quietamente , e se- 
99 condo P eta non soltanto del corpo , ma anche del- 
w P animo di ciascuno , esercita ed ammaestra. Ella assog- 
•>-> getta le femmine al loro mariti con obbedienza casta e 
9? fedele , non a sfogar la libidine , ma a propagare la pro- 
99 le , ed alia societa della cosa famigliare:, e i mariti pre- 
95 pone alle mogli non per farsi giuoco del sesso piu im- 
99 belle, ma secondo le leggi di un sincero amore. Ella ai 
99 genitori soggioga i figli con una certa libera servitu , i 
99 genitori prepone ai figli con pietosa dominazione. Ella ai 



*8 

» fratelli lega i fratelli col vincolo clella Religione piu forte 
» e piu strettto clie quel del sanguc } ed ogni propinquita 
» del genere , ogni congiunzione di affmita , conservati i 
y> legami della natura e della volonta , stringe con la mu- 
55 tua carita. Insegna ella ai servi star coi padroni non tan- 
s' to per necessita della condizione , quanto per Y attrattiva 
» del dovere \ e , colla considerazione di un solo Dio , co- 
» mune Padrone , fa i padroni benigni ai servi e propensi 
» piu a provedere clie a comprimere. Ella i cittadini ai 
->•> cittadini le genti alle genti, e tutti affatto gli uo- 
» mini colla ricordazione de' primi parenti congiunge 
95 non solo in societa , ma anclie in certa fratellanza. Inse- 
» gna ai re provedere ai popoli , avvisa i popoli a sotto- 
w mettersi ai re. A clii si debba onore , a clii affetto, a clii 
95 riverenza , a chi timore , a clii consolazione , a clii am- 
95 monimento , a clii esortazione , a clii disciplina, a clii ri- 
95 prensione , a clii supplizio , insegna , premurosamente 
95 mostrando come non a tutti si debbano tutte cose j si 
55 carita a tutti , ingiuria a nessuno. 5? (3a) 

E adunque Nostro dovere e Yostro , Yenerabili Fra- 
telli , clie non perdonando ad alcuna fatica , non atterriti 
mai da veruna difficolta , con tutta la robustezza dello zelo 
pastorale propugniamo tra i popoli Italici il culto della Cat- 
tolica Religione e non solo resistiamo alacremente ai conati 
degli empii , i quali si argomentano di strappare la stessa 
Italia dai seno della Cliiesa , ma ci sforziamo altresi di ri- 
chiamare alia via della salute que' degeneri figli d' Italia, 
clie si siano gia lasciati sedurre dai loro artifizi. 

Ma poiclie ogni dato ottimo ed ogni perfetto dono 
scencle di sopra , accostiamoci con fiducia al trono della 
grazia , Yenerabili Fratelli , e con pubbliclie e private pre- 
ghiere non intermettiamo di pregare suppliclievolmonte e 
di scongiurare il celeste Padre dei lumi e delie misericor- 
die , affinche per i meriti del suo Figliuolo Unigenito il 
Nostro Signor Gesu Cristo , voltando la sua faccia dai 110- 
stri peccati , illumiui propizio colla virtu della sua grazia le 
menti cd i cuori di tutti , e traendo a se anclie le volonta. 
ribelli , ampli field di nuove vittorie e trionfi la Santa Cliie- 
sa , affinche in tutta Italia , anzi nelF universo mondo cre- 
sca di merito parimenti e di numcro il popolo a lui fedele. 
Invocliiamo anccra la Santissima Genitrice di Dio rimmaco- 
lata Yergine Maria, la quale col suo patrocinio validissimo 
appresso Dio lia cio che vuole e non puo iallire , e ad un 
tempo il Principe degli Apostoli B il suo eoaposlolo Paolo 
e tutti i Santi del Cielo, aiunchc il clementissimo Signo- 



10 

Ye, per V intervento delle loro preghiere , allontani dai po- 
poii fedeli i iiagelli della sua collera , ed a tutti clie fanno 
profession di cristiani , conceda propizio per la sua grazia, 
e di ributtare le cose die sono contrarie a queslo nonie , 
e di seguitare quelle che gli concordano. 

Fiiialmente, Yenerabili Fralelli, a testimonio della No- 
stra Volonta ainorosissima verso di Yoi , ricevele 1' Aposto- 
liea Benedizione , la quale con intimo affelto del cuore 
amantissimamente impartiamo a Yoi stessi e ai Cliierici ed 
ai fedeli Laici affidati alia Yostra vigilanza. 

Dato in Napoli nel Suburbano di Portici il giorno "VI II. 
di Dicembre dell' anno MDCCCXLIX, anno IV. del Nostro 
Pontine a to. 

PIUS PP. IX. 



i; 



OSSERYAZIONI 

Enciclica che oggi finiam di pubblicare nella no- 
stra favella 5 come in Italia , produrra certamente una pro- 
fonda impressione in tutto il mondo cattolico. 

Dessa ci chiama come novella stella dell' Oriente che 
deve gnidare non solo i Vescovi. e il Clero , ma benanche 
i re, e i popoli in mezzo alle tenebre dell' Ateismo pagano, 
che si sforza di far perire la civiita cristiana. 

Questa Enciclica e la voce del buon pastore che rac- 
coglie il suo gregge in mezzo alia tempesta, e ai ruggiti di 
quegli animali voraei che fra quello disseminano il terrore. 
Dessa e la voce onnipotente del Capo supremo ed infaliibi- 
le della Ghiesa che raccoglie i sudditi fedeli attorno al suo 
sacro vessillo, e clie additando ad essi V inimico, li assicura 
di nuove viltorie. 

Sono le sante , e nobili parole di questa Enciclica che 
ci mostrano, e ci ricordano la religione di Gesii Cristo mae- 
stro, della vera sapienza^ edificatrice degli uomini. madre 
Jeconda di qualsivogiia virtu che salvo V Italia e P Europa 
dalla barharie e I \ ornb di quelle sante Basiliche , di tutti 
quel monumenti delle arti , e delle scienze ch' Essa mai 
sempre incoraggib , e protesse ». Sono le sue parole le quali 
ci mostrano che » senza il Cattolicismo V Italia e V Euro- 
pa sarebbero un vasto e tristo deserto coperto di rovine co- 
me I ' Assiria , la Caldea ? la Media , e la Persia. 



20 

Sono le sue parole, cbe tracciano i doveri . e i dirilti 
dei governanti e dei governati e ci mostrano che la fra- 
tellanza e la liberta sono figlie del Cristianesimo, come il 
socialismo e il comunismo sono figli del paganesimo : che 
il cattolicismo per diciotto secoli condusse, e diresse 1' uo- 
rao su tutte le vie del progresso e dei miglioramenlo come 
il socialismo e il comunismo tendono a ricondurlo alia 
barbarie e alia schiavitu. 

Quanto a noi , faremo tutti i nostri sforzi per seguire 
fedelmente la linea religiosa e polilica disegnata dalla En- 
ciclica opponendo tutte le savie, e sane dottrine di miglio- 
ramenti progressivi, e di liberta conservo.trice dell' Evange- 
lio che ingrandiscono P uomo , e lo innalzano sino a Bio, a 
quelle dottrine antisocial! che lo abhrutiscono con ogni vi- 
zio e trascinandolo al malerialismo lo meltono al disolto del- 
le bestie. 

Noi proveremo che solamente colla fratellanza cristia- 
na e col iavoro il pan bruno del povero puo essere cam- 
biato in pane bianco } i suoi cenci in buone vesti } la sua 
capanna in una casa } e la sua ignoranza brutale in una 
intelligenza religiosa. Per raggiungere questo scopo impie* 
gheremo i mezzi indicati dalla Enciclica. Faremo appello 
a tutti i cattolici a concorrervi con noi , soci orrendoci coi 
loro lumi, colla loro intelligenza . con tutti i loro mezzi di 
azione e di forluna per la propagazione di buoni libri , e 
di altre pubblicazioni religiose che possono guidar l'uomo, 
e ricondurlo sulle vie dei Cattolicismo e del iavoro; e co- 
me punto di partenza noi vorremmo che la Enciclica fosse 
stampata in molte centinaia di migliaia di esemplari e in 
tutte le linofue, affinche veramente fosse la jmida e la stella 
condottiera di qnesta santa crociata deila Religione, della sag- 
gezza e della liberta del Cattolicismo contro P Ateismo : la 
follia, e P abbrutimento del socialismo. 

Come noi lo abbiamo detto Pammirabile Enciclica 
del Sommo Pontefice agli Areivescovi , e Vescovi d' Ita- 
lia ba fatto una grande iropressione per ogni luogo di 
cui ci sono fino ad oggi pervenute le notizie. Ha con- 
fortato , consolato i buoni , i fedeli cattolici : ha spaven- 
tato gP iuimici della Chiesa di Gesu Cristo , i quali 
non si tosto conobbero quanto in essa era racchiuso \ 
che grandi meraviglie comprende , mandarono urli di 
rabbia , e dice bene P Univers per P effetto natwale del- 
1' azione della verita quando percuote V errore. I primi a da- 
re il segnale furono la Voioc du Peuple che in data del 
5 corrente si scaglia con virulenza contro gli argomen- 



21 

ti die mettono al nudo le pestifere dottrine del sociali- 
smo , e dopo una tanta furia cli vituperii finisce col di- 
chiarare clie la rivoluzione nel suo trionfo passera sul 
centre d«lla Ghiesa. Poi il National in data del 6. qutl 
Nazionale che Pindomani della rivoluzione di febbraio pro- 
digava con enfatica effusione testimonialize di alio rispetto 
al Giero cattolico, si slancia acciecato a stravoigerne i sen- 
si piu chiari, e a cuoprire di obbrobrii tutto cio clie vi 
e di piu santo. Poi siegue all' appello il giornale di Pie- 
tro Leroux, eppoi quello de Fourieristi, eioe la Repu- 
blique e la Democratie pacifique^ eppoi altri molti che ver- 
renio ordinatamente enuuierando. lntanto noi darem con- 
to dei citati, e ci serviremo delle parole dell 1 Univers per 
i principii religiosi che ha con noi comuni , e aggiun- 
geremo parole nosire quando si tratti di fatti che a quel 
giornale non souo noti. 

Quanto dunque al giornale di Proudhon ripeteremo 
non aver che rispondere; che c.mi dobbiamo governarci 
colV uomo che ha detto : DIG E IL MALE ; e che predi- 
ca la distruzione di ogni autorita umana e divina , che in- 
sozza la porpora cardinalizia colla bava delle sue calunnie ; 
che li accusa net delirio del suo furore di awoltolarsi nella 
lussuria^ e nella craoula^ che tratta la Chiesa Cattolica da 
imbecille \ e che profetizza che la rivoluzione le passerd sul 
ventre E crediamo non dovergli rispondere perche lo ri- 
guardiamo col sentimento ispiratogli dalla parte che re- 
cita con tanta sfrontatezza. 

II Nazionale con queila malizia , con cui affettava due 
anni or sono tanto rispetto al Clero cattolico rileva ta- 
lune circostanze, sulle quali pel rispetto che professiamo 
alia morale, e alia verecondia non avremmo voluto prof- 
ferir parola : ma ci costriii^e a manifestare la sua or- 
renda malizia. 

Avran certamente osservato i lettori che nel fine del 
paragr. i, della Enciclica il Pontefice rimproverando ai 
sedicenti repubblicani di Roma gli orrori de' quali si re- 
sero colpevoli , ricorda che spinsero la loro tirannia, e il 
lo ro furore a tal segno che conculcata V autorita e impedi- 
ta V opera dello specchiatissimo Clero Romano ^e delle Au- 
torita che . . . soprattendevano alle cose sacre. piu d' una vol- 
ia gli stessi miseri infermi gid presso a morife . sproveduti di 
ogni conforlo della Religione^ furono astretti ad esalare lo 
spirito fra le lusinghe di sjacciata meretrice. 

Nel quale periodo per ispiegare F orrenda malizia dei 
National, molte cose sono da considerate, f allootanamen- 



94 

to cioe dei Sacerdoti , la sostituzione delf assistenza del-, 
le donne ^ gli altl delle medesime rapporto ai feriti , e la 
loro individuality. II giornab* tolta isolatarnente la paro- 
]a rneretrice si scaglia rabbiosamente contro P Enciclica , 
e dice : ?? le meretrici delle quali si tratta sono quelle 
5) nobili dame , appartenenti per la maggior parte alle 
5? prime farniglie di Roma , e d' Italia , le quali per par- 
?? tecipare secoudo le loro forze al gran movimenlo na- 
5? zionale , eran divenute ., abbandonando i loro palagi , al- 
r> trettante vere suore della carita. Nolle corrispoudenze 
?> di Roma di marzo e aprile 1849 s * trova ^ a precisio- 
ns ne commovente delle cure ch' essa prodigavano senza 
95 distiuzione d' opinione a tutti i feriti che inviava loro 
?? il campo di battaglia. E il Papa le chiama meretrici ! » 
Noi distinguiamo P atto pietoso dell' assistenza dalla 
individualila di chi lo prestava } e quanto all' atto noi ne 
saremmo , se il bisogno lo esigesse , i panegiristi , peiche 
da chiunque sia pres!ato e un atto di pieta cristiana , 
buono in se stesso , e degno percio della carita insegna- 
ta dair Evangelio. Ma considerando 1' alto medesimo re- 
lativarnente al ininislero sacerdotale , e uu fat to notorio 
che raro fu il caso in cui si permettesse ai Sacerdoti di 
avvicinarsi al letto dei moribondi i quali cogli occhi spa- 
•vt'ntati e convulsi dal tuono del cannone die rimbomba- 
ya ancora al loro orecchio , e piu dalla tromba che' li 
chiamava al giudizio, gli si andavano ripetendo in que- 
gli estrtmi momenti gli evviva d* Italia. Ora si separi 1 i- 
dea dell' atto pietoso e si considerino codeste donne che 
il National chiama , noi crediam per ischerzo , o per anti- 
frasi vere suore della carita , e noi diciamo essere falso 
che fossero dame appartenenti alle primarie farniglie che 
lasciato aveano i loro palazzi per iscendere a quel pie- 
loso officio. Mai no \ 11011 erano altrimenti dame romane : 
noi le conoscemmo » e le vedemnio con burbanza in abi- 
to nero con grembiale bianco , e con rossa cintura pas- 
saggiar lungo le corsie col puGNALti al fianco e tener le 
barriere fin dove era permesso al piede profano di giun- 
gere. Le nostre dune sono pietose , ma non ebber la for- 
tuna di appartenere al collegio delle Veslali della cintura 
rossa, e del pugnale, e se i! Nazional persistesse a spargere 
rose su cotanta sozzuru, noi saremmo costretti di puhblica- 
re i nomi di codeste Eroine di male acquistata eelebrita, 
perche il National potesse fame Papoteosi nelle sue colon- 
ne, che sarebbero anguste ai fasti che ne potremmo som- 
ministrare con tale legalifca quanta se ne potrebbe desiderare. 



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Abbasso dunque le putide meuzogne, e le piu vergo- 
gnose calunnie ! 

Ora venendo a dire alcune parole sopra i Sacerdoti , 
la Enciclica dice apertamente che fu impedita V opera del- 
lo specchiatissimo Clero Romano , e delle Autorita che so- 
prattendevano alle cose sacre $ ed il giornale ha V impuden- 
za di sostenere esser notoriamente falso che fosse mai inter- 
detto agli ecclesiastici V accesso alV ospedale, ed in prova 
adduce la carcerazione di alcuni preti unicamente per aver 
dato i soccorsi della Religione ai poveri feriti scomunicati 
che morivano negli ospedali militari della republica. 

INoi vorremmo; se non displace al Nazionale tan to ri- 
spettoso pel Clero, che ci nominasse uno di questi eccle- 
siastici imprigionati, e allora noi ci ripromettiamo di fargii 
couoscere die non per av r somministrato i soccorsi della 
nostra santissima Religione fnrono incarcerati, ma per delit- 
ti.gravi e che in consegueuza sono di quelli che lanienta 
la Enciclica e che quantunque in piccol numero non man- 
carono , qua e la per V Italia alcune persone ecclesiastic he , 
le quah, lasciato il lor posto , passarono il campo nemico , 
e/urono di non piccolo ajuto ai nemici della Chiesa per 
trarre in inganno i fedeli. Nondimeno noi ci asterrerao di 
nominare quelli, che dirigevano il circolo popolare , e che 
ti predicarono ogni bruttura-, e quelli che compilavano il 
martirologio Italiano \ e quelli che vilipendevano il culto di- 
Tino il giorno di Pasqua al Vaticano 5 e quelli inline che 
per imbecillita avean ridotto tricolori perfino i distintivi 
del Clero. Saremo pero forti a ribattere le menzogne, e le 
calunnie co 5 fatti. 

La piu splendida caratteristica che rifulge nella mera- 
yighosa Enciclica e quella carita che il Pontefice desidera 
in tutti i figli della Chiesa Cattolica, ma che pur troppo e 
sconosciuta a tutti quelli che per estrema loro sventura com- 
battono la Chiesa medesiraa e benche noi ardentemente de- 
sidenamo che ravveduti degli evidentissimi loro errori, tor- 
nino al suo grembo, temiaino pur troppo che abbiano per- 
duto ogni grazia per aver forza di recedere da cosi abbomi- 
nevole, e f'unesto caramino ! Dohhiamo dice il Pontefice, 
sforzarci pure di ricondurre sul huon sentiero quel degene- 
nfigliuoli di essa (Chiesa) che si fossero lasciati gid sedurre 

dalle loro arti Volgiamoci con fiducia al trono della grazia 

e non cessiamo di porgere vive suppliche .... sicche irraggi 
misericordiosamente le mend e i cuori di tutti colV eficacia 
della sua grazia , e traendo a se la volontd a Lui ribelli 
rendu gloriosa la Santa Chiesa. (Ossen>ator Romano) 



(i) S. Matteo, XVI, 26. — (2) da S. Leone Magna, Epist. 
a Rusti. di Narbona. — (5) Sess. V , Cap. 2 ; Sess. XXIV , Cap. 

4 e 7 della Rif. — (4) Questo dogma , avuto da Cristo ed incul- 
cato dai Padri e dai Concilii, si trova ancora nelle Formole di pro- 
fessions della Fede , e cio si in quella che e in uso presso i Lati- 
ni , si in quella che presso i Greci , si nelP altra che presso gli 
altri Orientali Cattolici. — (5) Dal Trid. Sess. XIII del SS. Sa- 
cramento deW Eucar. Cap. 2. < — (8) S. Matteo, XVIII, 7. — 
(7) Su tal cosa, oltre altri precedenti Decreti , vi hanno le Lettere 
Encicliche di Gregorio XVI datate il 6 Maggio 1844, le quali in- 
comincianoi - Inter praecipuas machinationes - le sanzioni del quale 
anche Noi inculcammo nella Lettera Enciclica datata il 9 Novem- 
bre 1846. — (8) Vedi la Reg. 4 fra quelle che furono scritte dai 
Padri prescelti a cio nel Con. di- Trento ed approvate da Pio IV 
nella Cost. Dominici gregis del 24 Marzo 1 564 e V addizione , per 
autorita di Ben. XIV fatta alia medesima il 17 giugno 1767, le 
quali cose tutte si usa premettere all' Indice dei libri proibiti. — 
(9) Vedi il Trident. Sess. IV, nel Decreto DeW edizione ed uso dei 
Sacri libri. — (10) Dagli Atti del Cone. Efesino , Atto III, e da 
S. Pietro Grisologo, Ep. ad Eutiche. — (11) S.Leone M, Serm. in 
Anniv. della sua Assunz. — (12) S. Matteo, XVI. 18. — (i3) 
Ivi, v. 19. — (14) S. Luca, XXII. 3i , 5a. — (i5) Dal Cone. 
Ecum. 4i Firenze nella Definizione Deer, dell' Unione. — (16) S. 
Pietro Ep. I, Cap. II, i3. seg. — (17) S. Paolo, Ep. ai Romani, 
XIII. 1 e seg. — (18) Esodo. XX, i5, 17. - Deuteronomio , V, 
j 9 . 21. «, (19) S. Matteo XVIII, i5. XXV, 40, 45. — (20) S. 
Matteo, XXV, 54 e seg. — (21) S. Matteo, XIX, il e seg. - 

5 Luca VI, 4. XVIII. 22 e seg. - S. Giacomo , Ep. V , 1 e seg. 
— (22) S. Matteo, V, 3. — (23) Sapienza, VI, 6, 7. — (24) Sa- 
pienza, VI , 8. — (25) Ivi — (26) Atti. XVII, 3i. — (27) S. 
Matteo, XVI, 27. — (28) 9 Novembre 1846. — (29) I. a Timo- 
teo, v. 22. — (3o) Trident. Sess. XXIV. cap. 4. - Bened. XIV. 
Const. Etsi minime, 7 Febb. 1742. — (3i) Nell' Enciclica sopra 
questa materia a tulti i Vescovi, in data del 14 Giugno 1761 — (32) 
S. Agost. dei Costumi della Cliiesa Cattol. Lib. I.